Un altro semplice consiglio per “customizzare” il corpo macchina Holga. Con una striscia di velcro (quello doppio, con retro adesivo) e un rettangolo di tessuto, potete realizzare una tendina per la copertura del counter, come questa


Un altro semplice consiglio per “customizzare” il corpo macchina Holga. Con una striscia di velcro (quello doppio, con retro adesivo) e un rettangolo di tessuto, potete realizzare una tendina per la copertura del counter, come questa


In questo post vediamo come rendere pratico ed efficace il “nastraggio” del corpo Holga, necessario a proteggere il film dalle famigerate infiltrazioni di luce (light leaks). Ovviamente si può decidere di non volerle eliminare del tutto, ma in questo caso consiglio di scattare un rullo test, applicando coperture parziali.
Prima di tutto procuratevi del nastro telato nero (gaffer tape).

Applicate una striscia di gaffer alla base del corpo, e una per lato sulle graffette di chiusura. Ne potete mettere un pezzettino anche sull’interrutore della posa B, sotto all’obiettivo, in modo da non azionarlo inavvertitamente.


Con un pezzo di gaffer da circa 6-7 cm. ricavate una tendina per il counter sul dorso, piegando leggermente i due lati.


Ecco come si dovrebbe presentare la vostra Holga a lavoro ultimato. Attenzione a non lasciarla incustodita… qualcuno potrebbe scambiarla per una bomba!

Esistono in commercio degli appositi adattatori, che presentano però lo svantaggio di non esporre il bordo forato del film (sprockets). Vediamo di seguito come adattare in pochi e semplici passaggi una pellicola 135 (la classica 24×36) sulla nostra Holga.
Materiale occorrente: 1 rotolo di nastro telato (gaffer tape) nero – 1 gomma per cancellare (quelle bianche da matita, per intenderci..) – 1 cutter
Per prima cosa ricaviamo dalla gomma due spessori per incastrare il contenitore della pellicola. E’ meglio abbondare nel primo taglio e ridurre in seguito, se necessario. Si consiglia di tagliare la gomma in modo da ottenere due spessori di misura diversa, così da poter sempre scegliere se sfruttare la parte bassa o alta della lente.

Ora ricaviamo due strisce di nastro nero, e creiamo due “guide” sul rullo di plastica “ricevente”, considerando l’altezza degli spessori precedentemente realizzati.


Inserire il rullino appena modificato e avvolgere la pellicola, verificando che la rotellina di avvolgimento eserciti tensione.

L’ultimo passaggio consiste nel coprire dall’interno con un pezzo di nastro il counter che si trova sul dorso della macchina, dal quale potrebbe filtrare troppa luce

Fatto! Chiudere e nastrare come di consueto, e… buon divertimento!
Ricordarsi di riavvolgere la pellicola in camera oscura (il bagno di casa con le tapparelle abbassate andrà benissimo). Vedremo in seguito come scansionare il film sviluppato, ma nel frattempo non fidatevi del processo automatico di fotolaboratori e affini, che dopo tutto questo lavoro vi consegnerebbero (se siete fortunati) i classici rettangoli senza bordo.
Può sembrare un consiglio idiota, ma vi garantisco che il risultato è sorprendente. La luce emessa dal grezzo flash della vostra holga sarà più morbida e naturale. Attenzione però alla perdita di 1/2 stop della già limitata potenza a disposizione…

E’ generalmente uno dei primi esperimenti dell’holghista neofita, e la cosa bella è che… sbagliare è impossibile! Il risultato di una doppia esposizione è sempre circondato da un alone di magia…


Sviluppo normale di un rullo dia Kodak E200 scaduto da più di un anno… Fantastica dominante rossa e toni spenti!


