Inutile dire che Holga offre il meglio di se negli scatti in condizione di luce ambiente, ma non tutti i soggetti possono essere portati in strada alla luce del giorno, quindi… come utilizzare al meglio il macabro flash in dotazione alla 120 CFN?

Premetto che i dati che seguono sono solo un riferimento, e che le caratteristiche sono indubbiamente diverse per ogni Holga.
Allora, dopo vari esperimenti ho individuato che il corpo Holga preso in esame offre, con pellicola 100 iso, esposizione f.8 + 0,3 1/100 in posizione “pioggia” e f.8 + 0,7 1/100 in posizione “sole”.
Misurando la potenza del flash con un esposimetro Sekonic regolato a 200 iso, si rileva f.8 + 0,3 a 1 metro e f.4 + 0,7 a 2 metri di distanza.
In pratica utilizzando un film 200 iso possiamo ritrarre un soggetto illuminato correttamente alla distanza di un metro. Ma… quanto correttamente?
Un flash puntato in faccia a quella distanza è quasi un delitto!
Un trick interessante, già visto in un post precedente nella versione più “coffeee”, è l’utilizzo di filtri diffusori e di conversione (le cosiddette gelatine).
Coprendo ad esempio il flash della fotocamera con un pezzetto di diffusore bianco (frost) da 1 stop, con pellicola 400 iso e selettore in posizione “pioggia”, potremmo scattare ad un metro di distanza ottenendo una luce molto più morbida.
Il filtro di conversione ambra, da 1/2 stop può invece essere utile per scaldare la luce del flash, e renderla più compatibile con quella delle eventuali luci al tungsteno di lampadari e affini. Basta ricordarsi di dire al laboratorio di recuperare il 1/2 stop sullo sviluppo.

Ripeto che le infinite variabili di pellicola, fotocamera, taratura esposimetro, etc.. rendono questo post un riferimento di partenza per i vostri esperimenti, e che come si sa… in Holga e in amore non esistono regole!