Ecco il mio nuovo gioiello…
Pare che tra il 1955 e il 1980 la Lomo abbia venduto 2.232.245 fotocamere come questa. Le novità rispetto alla prima Lubitel sono principalmente l’attacco syncro flash e l’autoscatto.
info:






Ecco il mio nuovo gioiello…
Pare che tra il 1955 e il 1980 la Lomo abbia venduto 2.232.245 fotocamere come questa. Le novità rispetto alla prima Lubitel sono principalmente l’attacco syncro flash e l’autoscatto.
info:






Prosegue la galleria fotografica dei cimeli lo-fi… Sono da poco entrato in possesso di questa inutilizzabile ma fantastica Polaroid Swinger Model 20, prodotta dalla Polaroid Corporation tra il 1965 e il 1970. Venduta al prezzo di 19,95 dollari è stata la prima fotocamera istantanea economica, diventando una delle più vendute di tutti i tempi. A contribuire ulteriormente al successo della Swinger 20 è stato il video promozionale con l’attrice Ali MacGraw.





In attesa di ricevere le pellicole per effettuare un primo test, pubblico un piccola galleria fotografica di questo bellissimo pezzo di modernariato che è la Colorpack 80, prodotta tra il 1971 e il 1976 per il mercato internazionale.





Inutile dire che Holga offre il meglio di se negli scatti in condizione di luce ambiente, ma non tutti i soggetti possono essere portati in strada alla luce del giorno, quindi… come utilizzare al meglio il macabro flash in dotazione alla 120 CFN?

Premetto che i dati che seguono sono solo un riferimento, e che le caratteristiche sono indubbiamente diverse per ogni Holga.
Allora, dopo vari esperimenti ho individuato che il corpo Holga preso in esame offre, con pellicola 100 iso, esposizione f.8 + 0,3 1/100 in posizione “pioggia” e f.8 + 0,7 1/100 in posizione “sole”.
Misurando la potenza del flash con un esposimetro Sekonic regolato a 200 iso, si rileva f.8 + 0,3 a 1 metro e f.4 + 0,7 a 2 metri di distanza.
In pratica utilizzando un film 200 iso possiamo ritrarre un soggetto illuminato correttamente alla distanza di un metro. Ma… quanto correttamente?
Un flash puntato in faccia a quella distanza è quasi un delitto!
Un trick interessante, già visto in un post precedente nella versione più “coffeee”, è l’utilizzo di filtri diffusori e di conversione (le cosiddette gelatine).
Coprendo ad esempio il flash della fotocamera con un pezzetto di diffusore bianco (frost) da 1 stop, con pellicola 400 iso e selettore in posizione “pioggia”, potremmo scattare ad un metro di distanza ottenendo una luce molto più morbida.
Il filtro di conversione ambra, da 1/2 stop può invece essere utile per scaldare la luce del flash, e renderla più compatibile con quella delle eventuali luci al tungsteno di lampadari e affini. Basta ricordarsi di dire al laboratorio di recuperare il 1/2 stop sullo sviluppo.

Ripeto che le infinite variabili di pellicola, fotocamera, taratura esposimetro, etc.. rendono questo post un riferimento di partenza per i vostri esperimenti, e che come si sa… in Holga e in amore non esistono regole!
Un altro semplice consiglio per “customizzare” il corpo macchina Holga. Con una striscia di velcro (quello doppio, con retro adesivo) e un rettangolo di tessuto, potete realizzare una tendina per la copertura del counter, come questa


In questo post vediamo come rendere pratico ed efficace il “nastraggio” del corpo Holga, necessario a proteggere il film dalle famigerate infiltrazioni di luce (light leaks). Ovviamente si può decidere di non volerle eliminare del tutto, ma in questo caso consiglio di scattare un rullo test, applicando coperture parziali.
Prima di tutto procuratevi del nastro telato nero (gaffer tape).

Applicate una striscia di gaffer alla base del corpo, e una per lato sulle graffette di chiusura. Ne potete mettere un pezzettino anche sull’interrutore della posa B, sotto all’obiettivo, in modo da non azionarlo inavvertitamente.


Con un pezzo di gaffer da circa 6-7 cm. ricavate una tendina per il counter sul dorso, piegando leggermente i due lati.


Ecco come si dovrebbe presentare la vostra Holga a lavoro ultimato. Attenzione a non lasciarla incustodita… qualcuno potrebbe scambiarla per una bomba!

Esistono in commercio degli appositi adattatori, che presentano però lo svantaggio di non esporre il bordo forato del film (sprockets). Vediamo di seguito come adattare in pochi e semplici passaggi una pellicola 135 (la classica 24×36) sulla nostra Holga.
Materiale occorrente: 1 rotolo di nastro telato (gaffer tape) nero - 1 gomma per cancellare (quelle bianche da matita, per intenderci..) - 1 cutter
Per prima cosa ricaviamo dalla gomma due spessori per incastrare il contenitore della pellicola. E’ meglio abbondare nel primo taglio e ridurre in seguito, se necessario. Si consiglia di tagliare la gomma in modo da ottenere due spessori di misura diversa, così da poter sempre scegliere se sfruttare la parte bassa o alta della lente.

Ora ricaviamo due strisce di nastro nero, e creiamo due “guide” sul rullo di plastica “ricevente”, considerando l’altezza degli spessori precedentemente realizzati.


Inserire il rullino appena modificato e avvolgere la pellicola, verificando che la rotellina di avvolgimento eserciti tensione.

L’ultimo passaggio consiste nel coprire dall’interno con un pezzo di nastro il counter che si trova sul dorso della macchina, dal quale potrebbe filtrare troppa luce

Fatto! Chiudere e nastrare come di consueto, e… buon divertimento!
Ricordarsi di riavvolgere la pellicola in camera oscura (il bagno di casa con le tapparelle abbassate andrà benissimo). Vedremo in seguito come scansionare il film sviluppato, ma nel frattempo non fidatevi del processo automatico di fotolaboratori e affini, che dopo tutto questo lavoro vi consegnerebbero (se siete fortunati) i classici rettangoli senza bordo.
Può sembrare un consiglio idiota, ma vi garantisco che il risultato è sorprendente. La luce emessa dal grezzo flash della vostra holga sarà più morbida e naturale. Attenzione però alla perdita di 1/2 stop della già limitata potenza a disposizione…

E’ generalmente uno dei primi esperimenti dell’holghista neofita, e la cosa bella è che… sbagliare è impossibile! Il risultato di una doppia esposizione è sempre circondato da un alone di magia…


Sviluppo normale di un rullo dia Kodak E200 scaduto da più di un anno… Fantastica dominante rossa e toni spenti!


